E’ arduo stabilire la collocazione politica del governo Renzi, segnato dall’attivismo del gruppo di toscani fedeli. Per esso non sono linearmente proponibili le definizioni di governo di sinistra, di centro o di destra, di centrosinistra o di centrodestra, né quello d’emergenza del Presidente, come i governi Monti e il primo Letta. Forse, senza volerlo e con encomiabile spontaneità giovanile, c’è riuscita la ministra Elena Boschi quando, in un discorso ai senatori, ha citato, svelando i suoi riferimenti politici, l’esempio del corregionale, eclettico, vivace, pragmatico, trasformista, professore e pittore Amintore Fanfani. Si è guardata bene dal richiamarsi ad Alcide De Gasperi che ha guidato la rinascita dell’Italia dopo la guerra; neppure ad Aldo Moro che, insieme a Berlinguer, tracciò la strada da percorrere per condurre la nostra democrazia verso la piena normalità, renderla solida e stabile per il futuro. Sembra che la Boschi non conosca abbastanza la nostra storia e il ruolo decisivo esercitato dagli atti e dagli scritti di De Gasperi, Einaudi, Nenni, Togliatti, nel tracciare le coordinate che hanno accompagnato la costruzione dell’Italia moderna e data una prospettiva di crescita alla nostra Repubblica.
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E’ arduo stabilire la collocazione politica del governo Renzi, segnato dall’attivismo del gruppo di toscani fedeli. Per esso non sono linearmente proponibili le definizioni di governo di sinistra, di centro o di destra, di centrosinistra o di centrodestra, né quello d’emergenza del Presidente, come i governi Monti e il primo Letta. Forse, senza volerlo e con encomiabile spontaneità giovanile, c’è riuscita la ministra Elena Boschi quando, in un discorso ai senatori, ha citato, svelando i suoi riferimenti politici, l’esempio del corregionale, eclettico, vivace, pragmatico, trasformista, professore e pittore Amintore Fanfani. Si è guardata bene dal richiamarsi ad Alcide De Gasperi che ha guidato la rinascita dell’Italia dopo la guerra; neppure ad Aldo Moro che, insieme a Berlinguer, tracciò la strada da percorrere per condurre la nostra democrazia verso la piena normalità, renderla solida e stabile per il futuro. Sembra che la Boschi non conosca abbastanza la nostra storia e il ruolo decisivo esercitato dagli atti e dagli scritti di De Gasperi, Einaudi, Nenni, Togliatti, nel tracciare le coordinate che hanno accompagnato la costruzione dell’Italia moderna e data una prospettiva di crescita alla nostra Repubblica.
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