Tag: matteo renzi

Un’ occasione per ricomporre

Un’ occasione per ricomporre

Attualità
Le scissioni sono una costante nella storia della sinistra italiana. Esse hanno prodotto, quasi sempre, danni e si sono svolte previo la misurazione, da parte di ogni componente, del livello di sinistra attribuibile alle altre, spaccando il capello in quattro. Stanno nella pratica nazionale, per cui, come diceva Totò, “in Italia i partiti crescono come funghi”. Le recenti uscite dal PD hanno, forse, un carattere diverso. Sono responsabilità di un segretario che, con una gestione personale del partito, ha spinto per provocarli. Sono conseguenza della politica del governo Renzi, del quale anche le cose di sinistra fatte, come la politica di accoglienza ai migranti, le leggi contro il caporalato e gli ecoreati, non sono avvertite come tali dai cittadini, perché frutto di una politica, cala
Con o contro Renzi…

Con o contro Renzi…

Attualità
Se il tema dovesse essere quello di anticipare una specie di bilancio di ciò che ci si aspettava da Renzi e ciò che, di fatto, è stato realizzato dal nostro giovane Presidente del Consiglio, la lettura che se ne può fare dipende anche dalla particolare visione che ognuno di noi ha e dal significato e soprattutto dal valore che si può attribuire al lavoro che fino a qui è stato svolto. Per la soggettiva interpretazione di un liberale come me, ai sensi più pratici, è possibile sostenere che avremmo certamente potuto avanzare un po’ di più; invece, per chi ha una visione – diciamo a loro modo – “progressista” nel senso socializzante, forse, c’è stato addirittura un peggioramento, se non proprio quasi un tradimento. Io, personalmente, alimento pochi dubbi sul fatto che nonostante auspicassi
La cieca esaltazione del renzismo

La cieca esaltazione del renzismo

Attualità
Ad oltre un anno dall’insediamento del Governo Renzi la sensazione instillata nell’opinione pubblica è quella di un esecutivo dinamico, la cui parola d’ordine è cambiamento. Tuttavia, cerchiamo di guardarci da superficiali ed erronee valutazioni. Prima di tutto, il cambiamento a tutti i costi non può essere considerato desiderabile a prescindere. “Il fare” tanto per far vedere che qualcosa si muove non necessariamente implica che ciò che viene fatto sia positivo. Non basta cambiare, ma occorre riformare con raziocinio e attraverso una progettualità solida e davvero votata a dei valori di riferimento che assicurino lo sviluppo della comunità nel suo complesso. Altrimenti stiamo parlando solo di un cambiamento che somiglia tanto al classico specchietto per le allodole. Due esempi su tutti.
L’ anacronistico progetto di Renzi

L’ anacronistico progetto di Renzi

Attualità
Con il passare dei giorni, quello di Renzi si rivela sempre più un percorso di ritorno alla vecchia DC. Forse non è programmato, dato che lui anche per le scelte di governo procede per approssimazioni, facendosi guidare dai patti e dalle mediazioni, senza esporre prima un organico e chiaro disegno. Poco male, se non significasse spacciare per nuovo una cosa di altra epoca e di altro ambiente che oggi segnerebbe il regresso della nostra democrazia. Renzi scrive che il suo è un partito della sinistra a fianco dei più deboli e indifesi. L’adesione del PD ai socialisti europei è un segno di sinistra. Fino a ora, però, non ci sono atti concreti del suo governo con lo stesso segno, neppure i famosi ottanta euro da cui sono esclusi proprio i più deboli, i pensionati e quelli privi di reddito, de
Che governo è?

Che governo è?

Attualità
E’ arduo stabilire la collocazione politica del governo Renzi, segnato dall’attivismo del gruppo  di toscani fedeli. Per esso non sono linearmente proponibili le definizioni di governo di sinistra, di centro o di destra, di centrosinistra o di centrodestra, né quello d’emergenza del Presidente, come i governi Monti e il primo Letta. Forse, senza volerlo e con encomiabile spontaneità giovanile, c'è riuscita la ministra Elena Boschi quando, in un discorso ai senatori, ha citato, svelando i suoi riferimenti politici, l’esempio del corregionale, eclettico, vivace, pragmatico, trasformista, professore e pittore Amintore Fanfani. Si è guardata bene dal richiamarsi ad Alcide De Gasperi che ha guidato la rinascita dell’Italia dopo la guerra; neppure ad Aldo Moro che, insieme a Berlinguer, tracciò
Cambiare si deve ma in meglio

Cambiare si deve ma in meglio

Attualità
Gli italiani chiedono a Renzi di cambiare, di ammodernare lo Stato, di fare presto e bene. Purtroppo, tra le cose proposte, fino ad ora, dal Presidente del Consiglio non s'intravede il disegno di un modello di democrazia rispondente all’oggi, che ci affianchi alle grandi democrazie europee; manca l'idea di nuova struttura dello Stato che assicuri maggiore partecipazione e un equilibrato rapporto tra i diversi poteri, da realizzare con la massima e libera condivisione. Nel frattempo, invece, le riforme già venute alla luce tendono a restringere gli spazi di decisione dei cittadini, sembrano slegate tra loro e vanno definendosi per approssimazioni dettate dalla contingenza e dai patti. Renzi respinge con sdegno il fatto che, nonostante la sua continua ricerca di mediazioni, gli giungano acc