L’Italia campione d’Europa a Wembley conquista Euro 2020 superando l’Inghilterra ai calci di rigore. La vittoria regala agli Azzurri il secondo titolo continentale, ma le immagini dello stadio affollato alimentano le preoccupazioni per i contagi da Covid-19.
Italia campione d’Europa a Wembley dopo i rigori
L’Italia è campione d’Europa a Wembley. La Nazionale guidata da Roberto Mancini ha sconfitto l’Inghilterra nella finale di Euro 2020, disputata l’11 luglio 2021 nello storico stadio londinese.
Gli inglesi sono passati in vantaggio dopo appena due minuti con Luke Shaw. Nel secondo tempo, però, Leonardo Bonucci ha segnato il gol del pareggio. Il risultato di 1-1 non è cambiato durante i tempi supplementari e ha condotto le due squadre ai calci di rigore.
L’Italia ha prevalso per 3-2. Gianluigi Donnarumma ha respinto i rigori di Jadon Sancho e Bukayo Saka, mentre Marcus Rashford ha colpito il palo. Le parate del portiere italiano hanno consegnato agli Azzurri il secondo titolo europeo della loro storia, dopo quello conquistato nel 1968.
La cronaca ufficiale della UEFA ricostruisce la vittoria dell’Italia e la decisiva sequenza dei rigori.
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La vittoria dell’Italia a Wembley: una notte magica
La vittoria ha trasformato la finale di Wembley in una nuova “notte magica” per il calcio italiano. L’espressione richiama la celebre canzone di Gianna Nannini ed Edoardo Bennato, simbolo dei Mondiali disputati in Italia nel 1990.
Dopo anni difficili e la mancata qualificazione ai Mondiali del 2018, la Nazionale è tornata al vertice del calcio europeo. Roberto Mancini ha costruito una squadra unita, capace di reagire alle difficoltà e di affrontare senza timore l’Inghilterra nel suo stadio.
Il successo ha provocato festeggiamenti in tutta Italia. Piazze, strade e abitazioni si sono riempite di bandiere tricolori, restituendo al Paese un momento di entusiasmo collettivo dopo i lunghi mesi segnati dalla pandemia.
Il trionfo azzurro agli Europei in uno stadio affollato
Accanto alla festa, tuttavia, le immagini provenienti da Wembley hanno suscitato preoccupazione. Sugli spalti, nelle aree di accesso e all’esterno dello stadio, migliaia di persone apparivano molto vicine tra loro e spesso senza mascherina.
Durante la vittoria dell’Italia a Wembley, il governo britannico aveva autorizzato la presenza di oltre 60.000 spettatori, pari a circa il 75% della capienza dello stadio. La finale faceva parte dell’Events Research Programme, avviato per studiare la possibilità di organizzare grandi manifestazioni durante la pandemia.
Per entrare, i possessori del biglietto dovevano mostrare la prova della vaccinazione completa oppure l’esito negativo di un test per il Covid-19. Queste condizioni, però, non eliminavano completamente il rischio di contagio, soprattutto nelle situazioni di affollamento.
La festa e i rischi della pandemia
Il trionfo azzurro agli Europei si è svolto mentre la variante Delta si diffondeva rapidamente nel Regno Unito e in altri Paesi europei. Di conseguenza, l’assenza di distanziamento e il limitato uso delle mascherine hanno alimentato il timore che la manifestazione potesse favorire nuovi contagi.
I dati pubblicati successivamente dalle autorità britanniche indicarono che 2.295 persone presenti nello stadio o nelle aree circostanti erano probabilmente già contagiose durante l’evento. Altre 3.404 avrebbero potuto contrarre l’infezione in occasione della finale. Questi numeri non permettono di attribuire ogni contagio direttamente alla partita, ma mostrano la dimensione del rischio sanitario associato a un evento tanto affollato.
L’Italia campione d’Europa a Wembley rimane una pagina indimenticabile della storia sportiva nazionale. Eppure, dietro l’entusiasmo della vittoria, restano le immagini di uno stadio gremito durante una pandemia ancora in corso.
Per l’Italia è stata una notte magica. Ma, terminata la festa, il giorno successivo ha riportato tutti alla realtà del Covid.