SocioStoria

Karl Marx e lo sdegno degli indignati

Karl Marx e lo sdegno degli indignati

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Karl Marx nasce a Treviri nel 1818, da una famiglia di origine ebraica. Studia prima a Bonn e poi a Berlino, infine, si laurea a Jena in filosofia, presentando una dissertazione ( Dissertazione del ’41) sulla Differenza tra la filosofia della natura di Democrito e quella di Epicuro. Nel 1844 Marx scrive i manoscritti economici-filosofici, che usciranno solo postumi, mentre nel 1848, insieme a Engels pubblicherà il Manifesto del Partito Comunista. Nel 1864, è tra i fondatori della Prima Internazionale dei Lavoratori, dove saranno molto duri i suoi contrasti con Bakunin e soprattutto nei confronti di Proudhon.  Nel 1867, vede la stampa il primo libro della sua monumentale opera: il Capitale. Si spegne a Londra nel 1883. Dopo questa breve premessa biografica del filoso di Treviri, come s
L’economia civile di Giuseppe Palmieri

L’economia civile di Giuseppe Palmieri

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La difficile fase congiunturale che stanno attraversando i mercati finanziari di tutto il mondo sono, certamente, la dimostrazione dell’imperfezione del meccanismo economico del mercato. Quello che oggi si avverte in questa pesante fase economica è il senso di vuoto e di smarrimento che pervade l’uomo, i giovani, le famiglie, le imprese stesse, la paura piuttosto che la speranza per il futuro, l’ansia del domani che sta salendo dalle fasce più deboli della popolazione verso il ceto medio, in un’azione di trascinamento verso il basso, lungo sentieri incerti ed impervi. Questo perché l’uomo stesso pone al centro del suo operare soltanto il benessere materiale, come unico obiettivo, in una logica di puro tornaconto personale. “La ricerca esclusiva dell’avere – avrebbe detto Paolo VI nella Pop
Una critica all’ Homo Oeconomicus

Una critica all’ Homo Oeconomicus

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Nel corso di questa, oramai, lunga crisi economica e finanziaria che sta ancora attagliando i Paesi Occidentali, oggi resa più acuta dall’inflazione energetica, si sono susseguite diverse analisi introspettive del sistema economico, mettendo sul banco degli imputati il libero mercato e la libera concorrenza, come terreno fertile di nuovi scenari apocalittici. Molto spesso, però, ci si dimentica che il protagonista di ogni situazione in ogni tempo è l’homo oeconomicus. Adam Smith, ne La Ricchezza delle nazioni, metteva a confronto gli animali, in grado da soli di procacciarsi quanto basta per vivere e l’uomo, che aveva obbligatoriamente bisogno degli altri suoi simili nel soddisfare le proprie necessità. Da questa osservazione il pensatore scozzese riteneva che tutto il sistema economico fo
La decadenza come “malattia” dell’occidente

La decadenza come “malattia” dell’occidente

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<< Laddove declina in qualsiasi forma la volontà di potenza, c’è ogni volta anche un’involuzione fisiologica, una decadence.>> Dalle parole di Nietzsche, raccolte nell’Anticristo, si evince già con molta chiarezza come il filosofo veda in modo assolutamente negativo la decadenza, indicandola come uno stato in cui viene a mancare uno dei perni del suo sistema ( se di sistema si può parlare in Nietzsche ): la volontà di potenza. La critica alla decadenza, da parte del filosofo tedesco, nasce per attaccare la modernità e il suo agnosticismo. Ma prima di parlare dell’attacco alla modernità e alla società borghese, è necessario fare un passo indietro per provare a capire da chi Nietzsche abbia avuto la sua prima lezione sulla decadenza. E’ facile pensare che la filosofia di Nietzsch
L’ Ego – Infantilismo del Berlusconismo

L’ Ego – Infantilismo del Berlusconismo

SocioStoria
Berlusconi è un uomo istintivamente geniale e chi,  per snobistica supponenza marxiana, lo ha sottovalutato è stato regolarmente sconfitto. Il berlusconismo ricava il consenso non da una  particolare ideologia. La cultura politica del berlusconismo è un contenitore vuoto dove c’è posto per tutto : dal catto-liberalismo al social-fascismo, a seconda della necessità del momento. Il berlusconismo trae la propria forza da una profonda, atavica e viscerale perversione dell’animo umano: l’egocentrismo infantile. Questo consiste in un’ istintiva, primitiva capacità di ricondurre l’intero universo al soddisfacimento delle proprie fantasie più sfrenate. Di portare tutto alla bocca … di fagocitare quanto più è possibile, fino al delirante desidero di divorare l’altro. Ed è questa forza, presente n
Il senso della Storia: dalla teleologia al revisionismo

Il senso della Storia: dalla teleologia al revisionismo

SocioStoria
Mentre decine di storici dibattono sul senso - nella doppia accezione di significato e di direzione - della Storia, la stragrande maggioranza degli uomini comuni, che popolano le città dell'Occidente, hanno, di fatto, consapevolmente o inconsapevolmente rinunciato a proseguire lungo la via di un ipotetico pellegrinaggio esistenziale verso la Terra Promessa. Di quel particolare tipo di pellegrinaggio verso un Fine Ultimo di Purificazione del mondo da tutti i mali. Fine dettato, appunto, da una qualche interpretazione teleologica della Storia. Certo, una rinuncia psicologicamente dolorosa, ma inevitabile, dopo aver finalmente constatato che la storia non è regolata da leggi - come la fisica - e che essa non procede, per fasi necessarie e predeterminate secondo una sequenza di cause ed effet
La profezia del Tramonto

La profezia del Tramonto

SocioStoria
Alla ricerca delle cause dei totalitarismi del Ventesimo secolo Abel Cornelius, Thomas Buddenbrook, Hans Castorp popolano la Germania nei primi decenni del ventesimo secolo. Essi conducono esistenze diverse, ma un profondo sentimento accomuna le loro vite. “Il sentimento - descritto da Thomas Mann in una pagina del Doktor Faustus - che eravamo al termine di un’epoca la quale non solo comprendeva il secolo decimonono, ma risaliva fino allo spirare del Medioevo, alla rottura dei legami scolastici, all’emancipazione dell’individuo, alla nascita della libertà, un’epoca che dovevo veramente considerare quella della mia più ampia patria spirituale, l’epoca insomma dell’umanesimo borghese. Il sentimento, dico, che per essa era scoccata l’ora e un mutamento della vita stava per compiersi, mentr
La morte di Dio

La morte di Dio

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Alle radici del pensiero politico della Modernità “ L’uomo pazzo - si legge nella Gaia scienza - corse in mezzo a loro e fulminandoli con lo sguardo gridò : che ne è di Dio ? Io ve lo dirò. Noi l’abbiamo ucciso, io e voi, noi siamo i suoi assassini ! Ma come potemmo farlo ? Come potemmo bere il mare ? Chi ci diede la spugna per cancellare l’intero orizzonte ? Che facemmo sciogliendo la terra dal suo sole ? Dove va essa ora ? Dove andiamo noi, lontani da ogni sole ? Non continuiamo a precipitare : e indietro e dai lati in avanti ? C’è ancora un alto e un basso ? Non andiamo forse errando in un infinito nulla ? Non ci culla forse lo spazio vuoto ? Non fa sempre più freddo ? Non è sempre notte, e sempre più notte ? Non occorrono lanterne in pieno giorno ? Non sentiamo nulla del rumore dei be