Boris Johnson non richiude il Regno Unito
Nell’estate del 2021 il primo ministro Boris Johnson non richiude il Regno Unito, nonostante l’aumento dei contagi provocato dalla variante Delta. Il governo britannico decide invece di eliminare gran parte delle restrizioni adottate contro la pandemia.
La campagna vaccinale ha ridotto il legame tra infezioni, ricoveri e decessi. Per questo motivo, Johnson ritiene che il Paese possa entrare in una nuova fase della lotta contro il Covid, fondata sulla progressiva riapertura delle attività e sulla responsabilità individuale dei cittadini.
Il primo ministro invita la popolazione a imparare a convivere con il virus, come già accade con altre malattie respiratorie. Riconosce, tuttavia, che la riapertura comporterà nuovi contagi, ricoveri e morti.
«Ci saranno altri ricoveri e decessi»
Durante la conferenza stampa del 12 luglio 2021, Boris Johnson dichiara che il Regno Unito assisterà ad altri ricoveri e decessi causati dal Covid.
L’espressione “abituiamoci a nuovi decessi” riassume quindi la posizione del governo, ma non rappresenta una citazione letterale del primo ministro. Johnson afferma più precisamente che il Paese vedrà altri ricoveri e altre morti.
La decisione suscita critiche e preoccupazioni. Diversi esperti temono che l’eliminazione delle restrizioni possa favorire una nuova crescita dei contagi e aumentare la pressione sul sistema sanitario.
Il governo sostiene invece che rinviare ancora la riapertura non eliminerebbe il virus, ma sposterebbe il problema nei mesi successivi, quando le condizioni stagionali potrebbero risultare meno favorevoli.
LEGGI ANCHE
La riapertura del Regno Unito senza un nuovo lockdown
La scelta britannica non nega i rischi sanitari. Il governo decide però di affidarsi soprattutto ai vaccini, al controllo dei ricoveri e alla capacità del servizio sanitario di affrontare eventuali nuove ondate.
Boris Johnson non richiude dunque il Paese e supera molte delle misure obbligatorie. Le autorità continuano comunque a raccomandare prudenza, ventilazione degli ambienti, isolamento in caso di contagio e uso della mascherina nelle situazioni più affollate.
La strategia segna un cambiamento importante: l’obiettivo non consiste più nell’eliminare completamente la circolazione del virus, ma nel limitarne le conseguenze più gravi.
La terza dose per le persone più fragili
In vista dell’autunno, le autorità britanniche preparano anche una campagna per la terza dose del vaccino. L’obiettivo consiste nel rafforzare la protezione delle persone anziane, immunodepresse o maggiormente esposte alle forme gravi della malattia.
Nell’agosto 2021 il programma non ha ancora raggiunto la sua forma definitiva. Il Joint Committee on Vaccination and Immunisation, comitato scientifico indipendente che consiglia il governo britannico, sta ancora valutando destinatari, tempi e modalità della somministrazione.
Il Regno Unito punta così a proteggere le persone più vulnerabili durante l’autunno e l’inverno, quando la circolazione dei virus respiratori tende ad aumentare.
Boris Johnson non richiude: la strategia britannica
La linea del governo appare chiara: Boris Johnson non richiude il Regno Unito e affida soprattutto ai vaccini il compito di contenere ricoveri e decessi.
Il Paese entra così in una fase nuova e incerta della pandemia. La decisione si fonda sull’idea che non sia possibile eliminare completamente il virus e che la società debba imparare a conviverci.
Resta però un interrogativo: fino a quale livello di contagi, ricoveri e decessi può spingersi questa convivenza senza mettere nuovamente in difficoltà il sistema sanitario?