L’assalto al Capitol Hill segna l’inizio della crisi del sistema politico liberaldemocratico nei Paesi occidentali. Il 6 gennaio 2021 l’uomo massa ha assaltato il Palazzo. Il delirio delle voci diffuse attraverso il web ha preso corpo, è sceso in piazza e si è trasformato in carne e sangue.
L’assalto al Capitol Hill e la rabbia degli esclusi
L’uomo massa urla la disperazione di chi si sente escluso dall’orgia consumistica dei nuovi ricchi. È stanco di considerarsi l’unica vittima della globalizzazione selvaggia sostenuta dai liberisti.
Non possiede un vero programma politico e non propone un sistema alternativo. Invoca, invece, un caos apocalittico, immaginato contemporaneamente come forza distruttrice e rigeneratrice.
L’assalto al Capitol Hill ha dato una forma concreta a questa rabbia. La protesta è entrata nei luoghi simbolici della democrazia americana, trasformandosi in un attacco diretto alle istituzioni. La ricostruzione dei fatti e dei procedimenti giudiziari è disponibile nella documentazione del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti.
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Oltre la destra e la sinistra
L’uomo massa non è necessariamente di destra o di sinistra. Detesta la diversità, rifiuta il multiculturalismo, teme l’altro da sé e si oppone all’accoglienza.
La sua ostilità aumenta quando vede i nuovi ricchi liberal presentarsi come progressisti e solidali, mentre il costo economico e sociale delle loro scelte ricade sul sottoproletariato delle periferie.
L’attacco al Campidoglio diventa così il sintomo di una frattura più profonda. Da una parte si trovano gli esclusi della globalizzazione; dall’altra, una nuova élite economica e culturale sempre più distante dalle classi popolari. L’assalto al Congresso americano rivela la crescente distanza tra queste due realtà.
Il paradosso delle nuove élite
Per il momento questi movimenti saranno respinti. Tuttavia, la rivolta del 6 gennaio dimostra che potrebbero tornare ancora più disperati e violenti, alimentati dalla sensazione di non avere rappresentanza politica né possibilità di riscatto.
Alla fine saranno probabilmente sconfitti dai nuovi ricchi e dai colti liberal. Ma, per battere l’uomo massa emerso durante l’assalto al Capitol Hill, questa nuova élite potrebbe ricorrere a metodi illiberali.
È questo il paradosso mostrato dall’attacco al Campidoglio: per difendere le istituzioni liberaldemocratiche, la nuova élite rischia di rinunciare agli stessi principi liberali che dichiara di voler proteggere.
L’assalto al Capitol Hill non rappresenta quindi soltanto una protesta degenerata. Mostra anche il conflitto tra gli esclusi della globalizzazione e un’élite che, per conservare il proprio potere, potrebbe rivelare il suo vero volto e la sua natura di neofascismo radical chic.