Il Socialismo etico di Francesco Saverio Merlino

Per gentile concessione dell’autore e della redazione Archivio Storico del Sannio , riceviamo e pubblichiamo volentieri di seguito il saggio del prof. Ludovico Martello Il socialismo etico di Francesco Saverio Merlino ( tratto da Archivio Storico del Sannio anno XII n°1 nuova serie gennaio - giugno 2008 ESI Napoli).

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L’adesione all’anarchismo del giovane avvocato napoletano

    All’ impegno teorico e all’instancabile attività forense a favore dei compagni internazionalisti, il giovane avvocato napoletano associava  anche una operativa militanza politica: Il 10 novembre 1878, in occasione di una manifestazione operaia al Circolo Nazionale a Napoli, mentre distribuiva volantini, stampati clandestinamente  ed incitanti alla rivolta, Merlino veniva arrestato e tradotto in carcere a Castelcapuano. Accusato, fra le altre cose, di essere stato in contatto con il Passanante, l’attentatore del re Umberto I. Da questa accusa venne, successivamente, prosciolto. Intanto, i mesi trascorsi in carcere avevano rinsaldato in lui le proprie convinzioni politiche. Aderiva appassionatamente al movimento anarchico napoletano e profondeva in esso una straordinaria energia nel lavoro cospirativo e nella propaganda. Eppure, nonostante la giovanile esaltazione rivoluzionaria, Merlino manifestava un atteggiamento politico con tratti atipici per un anarchico. La documentazione e le testimonianze che ci sono pervenute lo descrivono come un uomo che argomentava con  toni pacati ed un linguaggio moderato. Toni e linguaggio che caratterizzeranno anche tutta la sua elaborazione teorica.

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