Il lumicino della ragione: la lezione laica di Norberto Bobbio

Norberto Bobbio e la laicità nel libro di Gaetano Pecora: Stato laico, libertà di coscienza, tolleranza e limiti della ragione.

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E’ apparso negli scaffali delle librerie l’ultimo lavoro di Gaetano Pecora. Pubblicato dalla Donzelli Editore con il titolo Il Lumicino della ragione– La lezione laica di Norberto Bobbio  (Saggine. pagg. 194, € 18,00 ), il testo, oltre a rappresentare un approfondito contributo storico per la conoscenza del pensiero di Bobbio, propone una miriade di spunti di riflessione per il dibattito sulla natura dello Stato laico: chiarisce le specificità della tolleranza giuridica rispetto alla tolleranza intellettuale.

Siamo lieti, per gentile concessione dell’autore e dell’editore, di offrirne, di seguito, l’introduzione:


Leggi l’introduzione originale di Gaetano Pecora

Introduzione originale di Gaetano Pecora.
Il testo seguente riproduce integralmente l’introduzione del libro Il lumicino della ragione. La lezione laica di Norberto Bobbio, pubblicata per gentile concessione dell’autore e di Donzelli Editore. Il contenuto originale non è stato modificato; i sottotitoli sono stati aggiunti esclusivamente dalla redazione per facilitarne la lettura.

Introduzione

Quando si dice la potenza delle parole! Dobbiamo all’inventiva del genio italico la distinzione fra il “laico” e il “laicista”.

Dove il “laicista” viene fulminato d’anatema perché – così si sostiene - indulge ad atteggiamenti protervi, urticanti e alla fine luciferini nella loro sfida a qualunque manifestazione della vita religiosa. Mentre il “laico” è carezzato di favori perché frena le sue punte, e alla chiusa unilateralità degli invasati sostituisce un’espansione di rispetto verso le gerarchie ecclesiastiche.

Le quali gerarchie – sempre così si sostiene –  sono depositarie di valori senza dei quali lo Stato laico si riduce a misera cosa; a nulla più che ad un sistema di dispositivi giuridici, freddi e incolori perciò come solo i ritrovati giuridici sanno essere.

E dunque male attrezzati a fronteggiare le incognite della storia quando non riscaldati dalla tempera dei sentimenti morali e più ancora dal calore delle credenze religiose.

Norberto Bobbio e la laicità: termini e significati

Stando così le cose, mi è parso opportuno riflettere sulla  lezione di Norberto Bobbio: intanto perché lui che non mandava via una parola sola senza prima averla ripulita di ogni ombra equivoca, lui che dintorno ai vocaboli ci lavorava con la pomice, proprio lui si sottraeva alla scivolosità levantina di queste distinzioni così sottili; tanto, troppo sottili per non diventare addirittura “curialesche”,

sicché dove ad altri oggi piace duplicare l’esperienza laica ora in una versione corretta e ora in una versione corrotta (il mai sufficientemente abominato “laicismo”), ecco che esattamente lì Bobbio riportava tutto sotto la copertura di lemmi sinonimici: laicità e laicismo  erano termini che, se non sempre, certo quasi sempre, nel suo magistero si ribadivano l'un con l'altro e si passavano la voce per dire esattamente la stessa cosa:

che cioè lo Stato laico è tale finché non decampa dal principio giuridico della eguale libertà di coscienza e di culto, per cui esso non è né temperante né intemperante, né difensivo né offensivo della fede.

Altro che luciferino! No, lo Stato è laico precisamente perché nel conflitto tra la religione e l’irreligione, in questa lotta che non si consuma mai e che mai estenua contendenti di così antica ruggine, in questo travaglio senza fine, dunque, lo Stato è laico quando ripara in disparte e non prende posizione né per la credenza né per la miscredenza, lasciando che ognuno (ognuno, intendiamo?) piccolo o grande che sia, forte o debole che riesca il gruppo dei suoi sodali, se ne vada per le strade che gli comanda la sua incomprimibile spiritualità.

Sarà buona quella strada? Sarà cattiva? Non sappiamo. Sappiamo soltanto che è la sua strada.

E tanto basta. Tanto basta, si capisce, per chi prende sul serio gli obblighi della libertà individuale.

Libertà individuale e Stato laico

Non compete ad una introduzione diffondersi in troppi dettagli che la costringerebbero a frenare quel passo da bersagliere col quale le è concesso di avventarsi su concetti che, poi, solo le pagine del testo dovranno svolgere con ritmo più riposato.

Dunque non diremo adesso cosa implichi questa idea della libertà individuale e in quale universo morale essa si inscriva.

Solo vorremmo far notare che se questo è (e questo è), scorciato all'essenziale, il laicismo giuridico di Bobbio, allora si avrà un bel voltarlo di sopra e rivoltarlo di sotto, potrete prenderlo di faccia o guardarlo di scorcio, ma mai, assolutamente mai, riuscirete a sorprendervi dentro il guizzo di pulsioni giacobine o il lampeggiamento di chissà quale tentazione luciferina.

E anzi, capirete all'istante perchè, carico come una balestra, Bobbio scattava infastidito a rovesciare l'accusa sul capo stesso di chi si industriava a formularla con tanta foga polemica. Luciferino.

Ma luciferino chi? Il laico? Quegli cioè che, incerto di tutto e sicuro di nulla, trova perciò stesso riparo nell'unica costruzione giuridica che commette ad ognuno la ricerca della verità, della sua verità? Quello è l'emulo di Lucifero? Suvvia non scherziamo!

E giacchè Bobbio non era uomo da scherzo, eccolo prendere il ragionamento dal fondo e capovolgerlo a testa in giù: “Io trovo – leggiamo nel suo Dubbio e Mistero – che questo voler avere la verità assoluta (l'ho anche scritto ad un amico cattolico) è qualcosa di luciferino. Luciferino, perchè non è questa la condizione umana come la conosciamo, come l'abbiamo letta attraverso la storia della vicenda umana, che è la storia dell'incertezza, dell'insicurezza, del dubbio, della ricerca certo, ma della ricerca che non ha mai fine, di problemi che non hanno mai una soluzione”.

Il lumicino della ragione nel pensiero laico di Bobbio

Sono parole dirette, franche, anche risentite, non perfettamente a fuoco con lo stile di Bobbio, d'ordinario più conversevole se non proprio carezzevole. Ma andavano riportate qui perchè meglio di altre danno ragione del titolo del nostro saggio: Il lumicino della ragione.

E' un'immagine che egli riprendeva da Locke e che sentiva perfettamente centrata col suo modo di essere, assolutamente in tinta con la sua sensibilità.

Avesse detto, chessò, la luce, la potenza rischiaratrice dell'intelletto, statene certi: mai Locke gli avrebbe parlato nel sangue. Il lumicino debole, invece, la fiammella tremolante che appena un alito di vento può smorzare lasciandoci al buio e con le dita bruciate: il laicismo di Bobbio si svolge da qui, dalla consapevolezza della fragilità pericolante della ragione che però...che però è tutto quello che abbiamo. Non accenderla questa piccola fiamma, o lasciarla spegnere significherebbe spegnere noi stessi.

Norberto Bobbio e la laicità: la struttura del libro

Dopo il titolo, che ne è un po' il nome e il cognome, conviene che l'autore declini le altre generalità del suo libro dicendo come è fatto e perchè è stato concepito.

Come è fatto. E' diviso in due parti, l'una breve e veloce (al passo con il ritmo militare e “bersaglieresco” dell'introduzione che, evidentemente, si comunica fin dentro il primo capitolo); l'altra, lunga e rallentata, dove è tutto un altro andare, più cauto, più guardingo e anche più sospettoso, come di chi ad un certo momento avverta di camminare su un terreno sconnesso, a rientranze e sporgenze, che perciò lo costringe a dondolarsi su un equilibrio incerto.

Il fatto è che lì, nella prima parte, il laicismo di Bobbio è osservato a distanza, per la necessità stessa di ricostruire le linee generali del suo pensiero il quale guardato così, vorremmo dire dall'alto di un panorama, si offre allo sguardo come qualcosa di liscio e continuativo (chi mai, da lontano, può cogliere tutta la variopinta efflorescenza di una boscaglia fitta?).

Tolleranza e libertà di coscienza

Qui invece, nella seconda parte, è esaminato da vicino, quando la confidenza col suo magistero permette addirittura di entrarci dentro e da dentro consente di scoprire che gli alberi non sono poi tutti della stessa taglia, che le piante hanno colori diversi e che diverse, e non sempre armoniche, sono le voci che si rincorrono dall'una altra parte di questa macchia verde.

Per dire: la tolleranza, che giustamente per Bobbio è il cardine elementare intorno a cui ruota la sapienza laica, questa tolleranza a volte egli la presenta come una regola solo formale, altre volte, invece, la carica di un contenuto sostanziale che gli sgrana un po' la concezione procedurale dello Stato laico.

Ancora: mentre negli anni Cinquanta e Sessanta la dottrina morale di Bobbio è di puro stocco relativistico (fu quello il periodo di più intima confidenza con Kelsen), col consumo del tempo egli se ne è tenuto sempre meno pago e ha tentato incursioni in campi diversi dall'originario kelsenismo.

Perchè? E soprattutto: c'è poi riuscito ad evadere da quel primigenio territorio relativistico dove lui era veramente nei suoi panni e da lì mandava scintille?

E infine: spiccando fior da fiore dal fiorito cespo delle... come dire? Contraddizioni? Ma contraddizioni è termine troppo forte e con una coloritura polemica che proprio è estranea al presente saggio;

evoluzioni? Nemmeno: è parola deboluccia ed esangue; scriviamo allora “oscillazioni” che si ingranano alla meraviglia con un temperamento problematico e tormentato come quello di Bobbio; e infine, dicevamo, cogliendo un'altra oscillazione del suo pensiero, è vero che egli si negò sempre a quanti volevano arruolarlo sotto la bandiera dell'ateismo; e però scavando bene nei suoi scritti (i boschi vanno non solo esplorati ma pure scavati), capita di raccogliere riflessioni molto incerte e dai riflessi troppo promiscui per provare così decisa negazione. 

Norberto Bobbio e la laicità: un’analisi critica

Potremmo aggiungere dell'altro ma già così, di corsa e smozzicate, queste domande chiariscono l'intento del libro, che evidentemente non vuole abbandonarsi a monumentalità celebrative né spandersi in scipite gonfiezze. E del resto, a che pro? Bobbio è autore così grande che le nostre lodi non aggiungerebbero neppure una fogliolina di più ai suoi allori.  Piuttosto è l'esatto contrario: proprio la sua grandezza richiede la riflessione ponderata ed esige, quando del caso, un'analisi critica che però vuole essere condotta non già per abbassarlo ma, se mai, per intenderlo meglio.

E poi, dovendo dire proprio tutto, confesso che, scalate  le proporzioni (gigantesche), mi sono trovato con Bobbio nella stessa condizione di Federico Chabod il quale, al cospetto dei Maestri, si apriva così: “più ho imparato da un libro e da un uomo e più sento il bisogno di criticarlo”.

Bizzaria dell'intelligenza? Ma no! Anzi, se ci pensiamo bene, è quasi naturale che le cose vadano così: proprio perchè ci sono autori che ascendono alle vette dei Classici, proprio perciò il loro fascino ci fa oltremodo esigenti, più contratti e meno disponibili.

Forse per questo il destino dei “grandi” è di stuzzicare un po' il dissenso dalle loro acquisizioni. Da questo punto di vista, Bobbio non è un grande. E' un grandissimo.

Che è tanto più grande quanto più ha avvertito, lui per primo, la perfettibilità delle sue acquisizioni. “Lo spirito libero – fu detto una volta – è lo spirito che non è mai troppo sicuro di avere ragione”. Sicchè per finire di avere ragione, per aggiungere l'ultima ragione alle infinite ragioni di Bobbio, io ho profittato dell'occasione e... gli ho dato un po' torto. Sento che solo così ho onorato davvero la sua lezione.


Nota della redazione

La sintesi, le spiegazioni e la contestualizzazione presenti nell’articolo sono state elaborate dalla redazione di PoliticaMagazine. L’introduzione integrale pubblicata nel riquadro richiudibile è invece opera di Gaetano Pecora ed è riprodotta senza modifiche.

Norberto Bobbio e la laicità sono al centro del libro di Gaetano Pecora Il lumicino della ragione. La lezione laica di Norberto Bobbio, pubblicato da Donzelli Editore.

Il volume ricostruisce il pensiero del filosofo torinese e affronta il rapporto tra Stato, religione e libertà individuale. Inoltre, chiarisce la distinzione tra tolleranza giuridica e tolleranza intellettuale.

L’immagine del lumicino esprime il metodo di Bobbio. La ragione non illumina ogni cosa e non offre certezze assolute. Tuttavia, rimane lo strumento migliore per confrontare le idee, riconoscere i propri limiti e contrastare ogni forma di fanatismo.

Il lumicino della ragione secondo Bobbio

Il “lumicino della ragione” è un’immagine che Bobbio riprende da John Locke. Non indica una ragione onnipotente, capace di risolvere ogni problema. Rappresenta, invece, una luce debole ma indispensabile per orientarsi nell’incertezza.

Secondo questa prospettiva, l’essere umano non possiede verità definitive sulle questioni politiche, morali e religiose. Di conseguenza, deve accettare il dubbio, il confronto e la possibilità di correggere le proprie convinzioni.

Il lumicino non elimina l’oscurità. Eppure, permette di distinguere le idee ragionevoli dai dogmi imposti senza discussione.

La moderazione intellettuale di Bobbio non significa indifferenza o rinuncia ai principi. Significa difendere le proprie idee senza negare agli altri il diritto di sostenere posizioni differenti.

Norberto Bobbio e la laicità dello Stato

Il rapporto tra Norberto Bobbio e la laicità emerge chiaramente nella sua concezione dello Stato. Gaetano Pecora analizza, in particolare, il significato attribuito alle parole “laico” e “laicista”.

Nel dibattito italiano il termine “laico” riceve spesso un significato positivo. Invece, “laicista” viene utilizzato per indicare un atteggiamento aggressivo oppure ostile alla religione.

Bobbio non accettava facilmente questa contrapposizione. Per lui, laicità e laicismo indicavano quasi sempre la stessa esigenza fondamentale: garantire a tutti un’eguale libertà di coscienza e di culto.

Lo Stato laico non deve promuovere una religione, ma neppure combatterla. Deve creare uno spazio comune nel quale credenti, non credenti e appartenenti a confessioni differenti godano degli stessi diritti.

Pertanto, la laicità non coincide con l’ateismo di Stato. Non impone una filosofia ufficiale e non stabilisce quale fede sia vera. Definisce, invece, regole giuridiche uguali per tutti.

Norberto Bobbio e la laicità: libertà di coscienza

La riflessione su Norberto Bobbio e la laicità attribuisce un’importanza centrale alla libertà individuale. Ogni cittadino deve poter professare una fede, cambiarla oppure non riconoscersi in alcuna religione.

La neutralità dello Stato non equivale al disinteresse verso la libertà religiosa. Al contrario, richiede un impegno concreto delle istituzioni contro discriminazioni e privilegi.

Nessuno dovrebbe subire conseguenze civili o politiche a causa delle proprie convinzioni spirituali. Lo Stato non deve quindi giudicare la fede dei cittadini, ma proteggerne il diritto a esprimerla entro i limiti stabiliti dalla legge.

Questa concezione non impoverisce la vita pubblica. Al contrario, permette alle diverse visioni del mondo di incontrarsi senza che una di esse utilizzi il potere delle istituzioni per imporsi sulle altre.

Tolleranza giuridica e tolleranza intellettuale

Uno dei passaggi centrali del libro riguarda la distinzione tra due forme di tolleranza.

La tolleranza giuridica protegge il diritto delle persone a esprimere idee e convinzioni differenti. Pertanto, lo Stato deve garantire questa libertà anche quando la maggioranza non condivide quelle opinioni.

La tolleranza intellettuale, invece, riguarda il modo in cui giudichiamo le idee. Rispettare il diritto di una persona a esprimersi non significa considerare automaticamente corretta la sua posizione.

La riflessione su Norberto Bobbio e la laicità chiarisce quindi che rispettare una persona non significa rinunciare a discutere criticamente le sue idee.

Possiamo contestare una dottrina religiosa, politica o filosofica senza chiedere che venga proibita. Allo stesso modo, possiamo difendere la libertà di parola di qualcuno senza approvarne il contenuto.

Questa distinzione evita due errori opposti. Il primo consiste nel reprimere le opinioni sgradite. Il secondo pretende che tutte le idee abbiano lo stesso valore e impedisce qualsiasi giudizio critico.

Stato laico e religione possono convivere

Lo Stato laico non chiede alle religioni di scomparire dalla società. Le comunità religiose possono partecipare al dibattito pubblico, proporre valori e intervenire sulle questioni morali.

Tuttavia, le loro posizioni devono confrontarsi con quelle degli altri cittadini. Nessuna autorità religiosa può trasformare direttamente i propri precetti in obblighi validi per tutti.

La distinzione tra sfera religiosa e potere politico protegge entrambe. Da una parte, impedisce allo Stato di controllare la fede. Dall’altra, evita che una confessione utilizzi le istituzioni per imporre la propria dottrina.

Per questo motivo, il legame tra Norberto Bobbio e la laicità conserva una forte attualità. Le società contemporanee riuniscono convinzioni religiose, filosofiche e culturali differenti. Di conseguenza, hanno bisogno di regole comuni che non dipendano dall’appartenenza spirituale dei cittadini.

La lezione di Gaetano Pecora

Gaetano Pecora non propone soltanto una ricostruzione storica del pensiero di Bobbio. Il suo libro interviene anche nel dibattito contemporaneo sulla natura dello Stato e sui rapporti tra diritto e religione.

Il lumicino della ragione diventa così un metodo civile. Invita a diffidare delle certezze assolute, ma non impedisce di formulare giudizi. Inoltre, difende il pluralismo senza ridurre tutte le opinioni allo stesso valore.

Bobbio fu filosofo, giurista, politologo e senatore a vita. Il Senato della Repubblica lo ricorda come una delle figure più influenti del pensiero democratico italiano.

La scheda ufficiale di Donzelli Editore presenta invece il volume di Pecora e il suo contributo allo studio della lezione laica di Bobbio.


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Norberto Bobbio e la laicità oggi

La riflessione su Norberto Bobbio e la laicità indica una strada ancora utile. La democrazia non richiede che tutti condividano le stesse convinzioni. Richiede, invece, che ciascuno riconosca agli altri la medesima libertà.

Il lumicino della ragione non promette di cancellare conflitti, dubbi e differenze. Tuttavia, offre una luce sufficiente per discutere senza trasformare l’avversario in un nemico.

Il rapporto tra Norberto Bobbio e la laicità conserva quindi un’importanza particolare nelle democrazie contemporanee. La ragione è limitata, ma rinunciare a essa significa lasciare spazio al dogmatismo e all’intolleranza.

                           

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