SALVATAGGIO DELL’EURO: 750 miliardi a disposizione di chi?

  Ludovico Martello
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Non sono un esperto di cose economiche. Figurarsi! E da sempre che non riesco a far quadrare il mio modestissimo bilancio familiare. Eppure sono rimasto esterrefatto davanti ai commenti lusinghieri, esaltati ed esaltanti degli esperti nei confronti della manovra economica varata dalla Ue, dal Fmi e dalla Bce in difesa della moneta unica. Il commento più tranquillo, registrato nei giorni scorsi, è stato: <<Abbiamo salvato l’Euro!>>
Aggiungerei: << Per adesso!>>. Infatti, penso che le misure prese rappresenteranno un invito a delinquere! E’ facile ipotizzare che: mettere 750 miliardi a disposizione dei Governi di quei Paesi con un alto tasso di corruzione nella amministrazione della cosa pubblica rappresenti – ovviamente per i politici senza scrupoli – una tentazione permanente e, forse, irresistibile!
Penso che le misure economiche varate possano funzionare se si affiancheranno ad esse dei provvedimenti politico-giuridici. In altri termini la Ue deve formalizzare una serie di reati “federali” da perseguire a livello sovranazionale con pene severissime per prevenire gli inevitabili fenomeni di corruzione.
Alcuni obietteranno che una legislazione sovranazionale, che preveda giudizi e pene esemplari irrogate da una sorta di Tribunale federale indipendente dal Paese dove sono state commessi i reati, non possa essere esercitata senza ledere la sovranità dei singoli Stati europei. Sono d’accordo! Ma faccio presente: se ci teniamo ognuno le proprie sovranità nazionali, l’Europa unita non esisterà mai e la moneta unica sarà travolta dai politici corrotti e dai finanzieri speculatori. Se così sarà … appuntamento alla prossima crisi, quando l’euro sarà cartastraccia!

 
Ludovico Martello

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Saggista. Si è laureato in Sociologia presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università degli Studi di Napoli Federico II. Autore di numerosi saggi sul processo di Modernizzazione. E' stato ricercatore a contratto presso la Luiss Guido Carli di Roma, ha insegnato Filosofia della politica, con contratto annuale, presso l'Università degli Studi del Sannio.
Cofondatore dei magazine web "PoliticaMagazine.info” e "PoliticaMagazine.it”