Il macellaio della finanza sta spolpando il cadavere della vecchia Europa

  Georges Jacques Danton
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Dire la verità è un gesto rivoluzionario.
Frase orwelliana che schiocca come una frustata!
Si proprio così! È una frustata che potrebbe servire a svegliare gli animi dormienti della pseudo-classe dirigente italiota, ormai rimbecillita nella ripetizione di formule catechistiche che dicono tutto ma non spiegano nulla. E’ finito un mondo! Si, solo adesso possiamo capire ciò che scriveva Pascal quando ci ricordava che il divertimento ci distrae dall’essere veramente umani.  La società è liquida! Non c’è più lo spazio  e non si calcola più il tempo! Annientate le “ grandi narrazioni” resta solo il nichilismo dell’io consumatore, dove la vita è diventata come lo zapping televisivo.  Mercato, mercato e solo mercato, che trasforma anche le concezioni antropologiche dell’uomo con gli altri uomini e dell’uomo con la tecnica. Il robotico si unirà al vivente, l’etica ( che è propriamente umana) sarà sostituita dalla tecnica ed i popoli saranno ( già adesso?) semplici clientele. L’Europa, quel faro di civiltà oramai spento, è allo stremo, vittima dei poteri usurai, quei sanguisuga della finanza mondiale che l’avvinghiano e l’affamano con la loro presenza tentacolare. Perché i popoli sono sgomenti e passivi? Perché si subisce passivamente la crisi e non si coltivano strade alternative? Forse si è assorbita l’idea che  le alternative non esistono? Sembra che si viva nell’orizzonte della fatalità secondo cui  “ ciò che deve accadere, accadrà”.
 La crisi economica è irreparabile, inedita, strutturale, contrassegnata dalla completa emancipazione dell’economia volatile della finanza da quella del sangue del sudore e della terra dell’economia reale. Si predica la democrazia ma si affida la sovranità alla “Lehman Brothers” e agli usurai di turno degli organismi economici internazionali che generano denaro dal nulla e per di più lo prestano agli Stati (leggi: vendono) ad un interesse tale da stringerli alla corda del debito pubblico che finirà per impiccarli!
L’usura, e cioè prestare il denaro ad interessi tanto alti da rendere il rimborso impossibile, è stata considerata da sempre una porcata oltre che un crimine etico-giuridico !
Aristotele la descriveva come un delitto contro natura; Dante scriveva che l’“ usura offende la divina bontade”; Giordano Bruno nel “De Immenso” scriveva :“ la sapienza e la giustizia cominciarono ad abbandonare la terra allorquando i dotti, organizzati in sette, cominciarono a usare la loro dottrina a scopo di lucro. Sia la religione che la filosofia giacciono annullate da simili atteggiamenti, sia gli stati, i regni e gli imperi sono sconvolti, rovinati, banditi assieme ai saggi, ai principi e ai popoli.; Shakespeare nel “Mercante di Venezia” fa ripudiare dall’ebreo Shilock, ricco usuraio, il generoso mercante veneziano Antonio poiché presta il denaro senza interesse; Dostoevskij che in “Delitto e Castigo” supporta il protagonista Raskolnikov nell’atroce assassino della vecchia che presta soldi ad usura e soffoca tutto il quartiere; Enzra Pound in “Oro e Lavoro” immagina un popolo che non adora la moneta e non lecca le scarpe dei borsisti, secondo un ideale etico libero dall’avidità della moneta e dal sudore della fatica.
Tutti all’unisono hanno condannato questa pratica di asservimento! Ed invece…….Ed invece i nostri politici, portaborse della finanza europea-mondialista, con il concorso doloso degli intellettuali “al caviale” continuano sempre con la solita musica: tagli, spreed, parametri europei ecc facendo finta di non capire che proprio questi elementi sono gli strumenti con cui il macellaio della finanza mondiale sta spolpando il cadavere della vecchia ed intelligente Europa.
 E tutto ciò facendoci credere che tali manovre “ rigoriste” sarebbero il frutto della migliore tradizione economica di matrice liberale!
 Ma mi faccino il piacere!……avrebbe detto il noto attore partenopeo!
 Una pedagogica pedata nel fondo schiena non sarebbe da escludere magari sulle note di quell’ardente “futurismo” ormai dimenticato quando si cantava: “Il coraggio, l’audacia, la ribellione, saranno elementi essenziali della nostra poesia……. La letteratura esaltò fino ad oggi l’immobilità pensosa, l’estasi ed il sonno. Noi vogliamo esaltare il movimento aggressivo, l’insonnia febbrile, il passo di corsa, il salto mortale, lo schiaffo ed il pugno…”!
E’ necessario un nuovo paradigma. I vampiri della finanza non troveranno sempre sangue da succhiare! Si vive nella notte ma non si è nella notte! Al di sopra del reale ci sarà pure il possibile?
Georges Jacques Danton