Tag: politica

Se manca l’alternativa

Se manca l’alternativa

Attualità
Oggi non c’è un'alternativa europeista al governo Renzi e, purtroppo, neppure è pronosticabile per un domani ravvicinato. Questa condizione fa male alla democrazia e non stimola l’attuale governo a fare bene.      La rapidità dei mutamenti è sempre più urgente. I ritardi dell’Italia e dell’Europa sono sempre più pesanti. La frenesia attivistica di Renzi è sovente pasticciata e poco coerente con i canoni della democrazia liberale, più consona alla politica dell’emergenza che a un progetto organico di società e di Stato. E’, però, quella più compresa, considerando il marasma un po’ isterico un po’ rassegnato della nazione e la miseria delle alternative politiche.      A destra s’intrecciano il lepenismo di Salvini e il decadente berlusconismo, mentre la componente moderata è debole
Renzi, chi l’ha voluto?

Renzi, chi l’ha voluto?

Attualità
Sempre più spesso si sente fare la domanda su chi “ha voluto” l’ascesa di Renzi. Da più parti si risponde evocando, criticamente, l’abbraccio di poteri e interessi vari. Questo, però, sta nelle cose e, semmai, è l’effetto e non la causa: chiunque, rispettando le regole della democrazia, ha diritto di sostenere il politico ritenuto più idoneo a soddisfare le proprie attese. La realtà è che Renzi è il prodotto di tutti i difetti e pregi del PD. Da un sondaggio sui votanti alle primarie, per l’elezione del segretario, risultò che solo il 5% dei suoi elettori l'aveva scelto perché vedeva in lui ben rappresentati gli ideali del PD e solo il 59% avrebbe anche votato il partito alle politiche. Alcuni mesi dopo, il 9 ottobre 2014 sul giornale di Berlusconi, Sallusti scrisse: “A noi Renzi piace ne
La calda estate Europea

La calda estate Europea

Attualità
Sembra che si aggirino per l’Europa alcuni fantasmi. Il Mediterraneo si presenta come il teatro dove vanno in scena le contraddizioni dell’Occidente: gli immensi sbarchi degli immigrati, il terrorismo dell’ISIS e i movimenti populisti. Non solo il meridione ma anche il settentrione sembra si stia sfaldando. L’Ungheria vuole costruire un muro lungo il confine con la Serbia; il Regno Unito sembra interessato ad uscire dall’Unione Europea, confermando la sua natura isolazionistica; i popoli Baltici (Estonia, Lettonia e Lituania) chiedono che anche i paesi meridionali rispettino, come loro prima di questi, le regole dell’austerity, portando a termine le riforme strutturali richieste dall’Europa; in fine, non bisogna dimenticare il conflitto in Ucraina.    Questo è lo scenario, questi i fatti,
Contro la corruzione norme chiare e coscienza civica

Contro la corruzione norme chiare e coscienza civica

Attualità
L’Italia, dalla sua nascita, è stata attraversata spesso da fatti di corruzione coinvolgenti la cosa pubblica. Negli ultimi venti anni, però, è cambiato il loro segno. Nel 2011, come riportato dalla Rassegna stampa internazionale di Repubblica economia del 14 novembre di quell'anno, il giornale El Pais scriveva: “Con Berlusconi la corruzione ha smesso di essere motivo di vergogna pubblica per convertirsi in uno strumento abituale di potere, quasi una prova di intelligenza politica”. Ecco, questo è il vero, pericoloso salto di qualità che c’è stato, per cui si pratica l’anormalità come se fosse normale, inquinando i valori dello spirito civico e favorendo il dilagare della corruzione nella società . Il “merito”, però, non è solo di Berlusconi; lui, con furbizia, ha arato e seminato un terr
La città che mi fa paura

La città che mi fa paura

Ti R@cconto
Questa città mi fa paura. E non parlo di quella Napoli tornata recentemente alla ribalta per le tristi vicende del Rione Traiano. Quella città che non piange più i suoi lutti, non protesta per il piombo dei revolver, anzi quasi giustifica i suoi guaglioni cresciuti nel deserto delle idee, allattatia furia di kalashnikov e 7 e 65 che, come nelle migliori sceneggiate di Merola, sò sempe piezz’’e core. No, non è questa la città che mi fa paura. Al massimo mi disorienta. Mi lascia sgomento. In questa sorda accettazione dell’ineluttabile. La Napoli che mi fa paura è un’altra. Impalpabile. Invisibile. Eppure reggente. Maesta. Una città che ha saputo ‘mpizzare i suoi tentacoli in ogni pertuso ‘e via. Santa Lucia, Palazzo san Giacomo, Centro direzion1616ale.‘Ncopp’’a ogni segreteria ‘e partito. Ma
L’immunità per i senatori camaleonti

L’immunità per i senatori camaleonti

Attualità
Era inevitabile che la proposta di immunità per i membri del nuovo Senato scatenasse un putiferio. Perché i senatori che dovrebbero far parte della nuova Camera Alta (anzi la supposta "Camera delle Autonomie") sono degli animali mostruosi che definirei anfibi o, molto meglio, camaleontici. Non contesto la sacrosanta archiviazione del bicameralismo perfetto e la differenziazioni delle funzioni tra i due rami del Parlamento con il potere della fiducia e del bilancio attribuiti alla sola Camera dei deputati. Ma la composizione del Senato (74 consiglieri regionali e 21 sindaci) non può dare vita ad altro che a un organismo ibrido formato da personaggi di cui non si sa bene quale sia il principale e più impegnativo part time. C'è qualcuno che ritiene che legiferare in materia costituzionale e
Norberto Bobbio, dieci anni da quel 9 gennaio del 2004

Norberto Bobbio, dieci anni da quel 9 gennaio del 2004

Autori
Sono già trascorsi dieci anni da quel 9 gennaio del 2004. Non abbiamo mai smesso di sfogliare i suoi testi. Non ci siamo mai sottratti al suo giudizio severo ma indulgente. Sono convinto che, in questo mondo, valori come: giustizia, libertà, uguaglianza, tolleranza appaiano e scompaiano come lampi nella tempesta dello scontro delle nostre brevi e fragili esistenze. Del resto, questo è quanto ci consente la nostra natura umana. Ho imparato, però, che esistono uomini che fanno eccezione: come aghi magnetici di una misteriosa bussola. Uomini  incorruttibili e incuranti delle lusinghe delle fedi. Uomini che si ostinano ad indicare quei valori oltre le contingenze dei propri tempi. Uomini solitari, guardati con astio e con sospetto dai faziosi di turno. Ma, finita la battaglia, è il l
La Repubblica della Tecnica

La Repubblica della Tecnica

SocioStoria
Accade con la Tecnica quanto è già accaduto con Dio: si incomincia a rivolgersi al salvatore per esser salvati e si finisce col volere che sia fatta la sua volontà: la volontà di Dio, la volontà della Tecnica.[1]              La democrazia moderna come tecnocrazia     Le recenti vicissitudini nostrane, vedi governo dei “tecnici” nelle cui sapienti e paterne mani abbiamo gongolato fino a qualche mese orsono, hanno reso evidente l’assoluta predominanza del sapere tecnico, una sorta di rifugio più o meno sicuro e a cui ci si affida dopo che i barbari sono passati con il loro corollario di distruzione e si ha da ricostruire un cumulo di rovine socio-economiche ormai dirute. Dopo di essi, insomma, spazio all’ideale platonico del savio illuminato chiamato a gestire una nave perigliosa
Soldi & Partiti: la bulimia finanziaria della politica

Soldi & Partiti: la bulimia finanziaria della politica

Attualità
Riceviamo e pubblichiamo l’ articolo di Massimo Teodori pubblicato su Huffington Post, 12 luglio 2013. Riproduzione autorizzata dall’ autore. Il prossimo 31 luglio i partiti incasseranno 91 milioni di euro, la nuova rata del cosiddetto “rimborso elettorale”, la fasulla denominazione di quel finanziamento pubblico abolito nel 1993 e aumentato da allora del mille per cento. Questo finanziamento, tuttavia, non è certo l’unica voce dei soldi ai partiti. Ogni anno viene distribuito molto altro denaro: 40+40 milioni di euro ai gruppi di Camera e Senato; 25/40 milioni di euro prelevati dagli stipendi dei parlamentari mantenuti perciò alti; 30/50 milioni di euro distribuiti dalle regioni ai gruppi; le previdenze milionarie ai giornali e altre forme di comunicazione partitiche; le tasse Imu a
Politica , disoccupazione e merito : i mali del nostro tempo

Politica , disoccupazione e merito : i mali del nostro tempo

Attualità
Fino a poco tempo fa, molti sociologi del pessimismo si chiedevano se il nostro benessere non ci avrebbe condotto verso il vicolo cieco del nichilismo; infatti, le nuove generazioni, ormai in grado di soddisfare tanti desideri e, avendo fin troppe scelte soddisfatte, stavano perdendo perfino le più lecite ambizioni e, non pochi individui, di fatto, si rifugiavano nelle esperienze più stravaganti dei vizi e della droga. Ma gli individui hanno bisogno di perseguire mete e come la grande scrittrice Ayn Rand insegna, l’ambizione e l’egoismo non sono vizi, bensì virtù; virtù biologiche; infatti, è attraverso fame, necessità, paura che l’umanità è giunta a questo progresso. Inoltre, se non avessimo sofferto la fame; se non avessimo avuto incertezze; se non conoscessimo il timore, in noi non si s