Figli dei disordini della storia

La storia della Legione Straniera attraverso “Fra i dannati della terra” di Gianni Oliva: uomini in fuga, idealisti, sbandati, avventurieri e soldati travolti dalle turbolenze della storia.

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Nel voler scrivere o leggere oggi sulla storia della Legione Straniera potrebbe sembrare cosa da pazzi. Da matti svitati, da folli malinconici, da schizoidi e smaniosi militaristi vogliosi di menar le mani a destra e a manca, poiché nostalgici di un “vitalismo” d’altri tempi!

Rassicuriamo subito i lettori, invece, che a entrare nelle pieghe della gloriosa storia della Légion non si troverà nulla di tutto questo.

Sia chiaro: non ci s’involerà tra i fumosi e sacri incensi di un convento ove si canta, si fanno litanie e genuflessioni. Né tantomeno si entrerà nei palazzi imbalsamati della politica dove si parla, si discute, si polemizza e si dibatte inconcludentemente, senza mai il brivido di un’azione.

Perché leggere oggi la storia della Legione Straniera

Ogni giovane, ma anche meno giovane, che voglia estraniarsi dagli inutili commenti dell’influencer di turno e cimentarsi con le imprese di uomini un po’ pazzi e un po’ malinconici, spesso sognatori, anche brutali ma sempre coraggiosi, dovrebbe leggere e rileggere le memorie e la storia della Legione Straniera.

E bisognerebbe farlo proprio adesso, in tempi nei quali sembrano prevalere mollezze fisiche e pigrizia intellettuale.

La storia della Légion — l’eroica e affascinante Légion — infatti, non è soltanto “memoria combattentistica”, né militarismo fine a se stesso.

La sua è una storia che diventa specchio delle turbolenze del mondo.

Così la descrive lo storico Gianni Oliva nel suo godibilissimo Fra i dannati della terra. Storia della Legione straniera, pubblicato da Mondadori. Il libro racconta proprio un universo composto da idealisti usciti sconfitti dalle rivoluzioni, uomini in fuga, avventurieri, affamati e persone alla ricerca di riscatto.

Fra i dannati della terra – scheda del libro

Quando questo articolo venne scritto per la prima volta, nel pieno del lockdown del 2020, quella lettura era anche un modo per proiettare la mente lontano: nel deserto del Nord Africa, tra dune, rocce, montagne e sabbia, davanti ai volti dei militari bruciati dal sole.

I figli dei “disordini della storia”

I soldati con il celebre képi bianco sono figli dei “disordini della storia”: ognuno con il proprio racconto, ognuno con la propria dannazione.

“Straccioni senza famiglia e senza tempo”, “facce di pietra che marciano sui roccioni spietati dell’Atlante cercando l’arcobaleno dell’avventura”.

Uomini “dei bordelli e dell’alcol”, “del sangue e del castigo”, “disperati” e “idealisti”, “balordi” e “sognatori”, ma tutti egualmente “feroci e irrequieti”.

Insomma: uomini in fuga da amori andati a puttane o che cercano di sottrarsi ai rigori della legge perché rei nelle proprie patrie.

Ognuno porta con sé il proprio carico di esperienze: amorose, politiche e criminali.

È proprio questa mescolanza di destini a rendere la storia dei legionari qualcosa di diverso dalla semplice cronaca di un corpo militare.

Dietro ogni uniforme esiste una biografia. Dietro ogni biografia, spesso, una frattura con la vita precedente.

Le origini della Legione Straniera nel 1831

La Legione nasce ufficialmente il 10 marzo 1831, quando Luigi Filippo, re dei Francesi, firma l’ordinanza che istituisce la Légion étrangère. La documentazione ufficiale della stessa Legione ricorda che il corpo doveva essere impiegato al di fuori del territorio continentale del Regno e che sarebbe stato utilizzato, in particolare, nella conquista dell’Algeria.

È l’inizio di una vicenda destinata ad attraversare quasi due secoli.

La storia della Légion étrangère si lega fin dall’origine alle grandi turbolenze politiche europee.

Il nuovo corpo diventa infatti ricettacolo di uomini provenienti da mondi inquieti e variegati: esuli, rivoluzionari, uomini senza patria, avventurieri e giovani desiderosi di cambiare esistenza.

Molti sono autentici figli di una rivoluzione sconfitta.

Ci sono uomini in fuga dai poteri reazionari della Santa Alleanza, liberali perseguitati e patrioti costretti all’esilio. Accanto a loro, giovani alla ricerca di quella vibrante prospettiva esistenziale che la vita ordinaria non sembra offrire.

Carbonari e liberali nella storia della Légion

Tra questi uomini non mancano gli italiani.

Le vicende della Legione Straniera si intrecciano così anche con la Carboneria, il liberalismo e il Risorgimento.

Uno dei casi più affascinanti è quello di Carlo Pisacane. Fuggito all’estero, Pisacane si arruolò a Parigi nella Legione Straniera e raggiunse l’Algeria. Nel 1848, ricevuta notizia dei moti italiani, lasciò la Legione e tornò in Italia per partecipare alla prima guerra d’indipendenza.

Carlo Pisacane – Treccani

La figura di Pisacane appartiene a un quadro storico più ampio, quello delle rivoluzioni e dei fermenti politici che attraversarono il Mezzogiorno italiano. Su PoliticaMagazine abbiamo affrontato parte di questo contesto nell’approfondimento dedicato alla storia del Regno di Napoli.

Rinascita, declino e crollo del Regno di Napoli – PoliticaMagazine

Anche questo episodio dimostra quanto la storia della Legione Straniera sia intrecciata agli esili politici e alle rivoluzioni dell’Ottocento europeo.


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Raffaele Poerio e gli esuli italiani

Tra gli idealisti romantici e liberali troviamo anche Raffaele Poerio.

Poerio entrò nella Legione Straniera il 28 gennaio 1832. Combatté per più di tre anni in Algeria, distinguendosi in diverse operazioni; dopo una parentesi europea, tornò successivamente al servizio della Legione in Africa.

Raffaele Poerio – Dizionario Biografico Treccani

La storia della Légion finisce quindi per incrociare direttamente quella di una generazione di patrioti italiani costretti all’esilio.

È lo stesso universo nel quale si muovono carbonari, costituzionalisti e liberali perseguitati dai governi della Restaurazione.

Su PoliticaMagazine abbiamo raccontato un’altra parte di quella storia nell’articolo dedicato ai liberali nel carcere di Montefusco, una pagina significativa delle lotte politiche che precedettero l’Unità d’Italia.

Liberali nel carcere di Montefusco – PoliticaMagazine

Gli sconfitti delle rivoluzioni e dei regimi

Con il passare del tempo il mondo della Légion diventa ancora più variegato.

Agli idealisti e agli esuli dell’Ottocento si aggiungono uomini travolti dalle grandi crisi del Novecento.

Fuoriusciti dalla Russia dopo la rivoluzione bolscevica, repubblicani spagnoli sconfitti nella guerra civile e, dopo la Seconda guerra mondiale, uomini provenienti dal crollo dei regimi fascisti europei.

Sono sempre, in qualche modo, figli dei disordini della storia.

Ciascuno cerca qualcosa.

Una nuova patria. Una nuova identità. Uno stipendio. Un modo per dimenticare. Oppure, semplicemente, la possibilità di continuare a vivere.

La storia dei legionari è anche la storia di questi improvvisi rovesci del destino, nei quali chi occupava un posto nel vecchio mondo può ritrovarsi senza più nulla.

Giuseppe Bottai: da ministro a legionario

Tra i casi più sorprendenti troviamo Giuseppe Bottai, importante esponente del fascismo italiano e già ministro.

Dopo il 1943 la sua vita cambia radicalmente. Condannato in contumacia, nel 1944 si arruola nella Legione Straniera con il nome di André Bataille. Combatterà poi in Francia nella campagna d’Alsazia e racconterà quell’esperienza nel volume Legione è il mio nome.

Giuseppe Bottai – Treccani

Un destino apparentemente impensabile per un uomo che era stato al vertice della vita politica italiana.

Eppure proprio episodi come questo mostrano una caratteristica ricorrente nelle vicende della Legione Straniera: la possibilità di lasciare alle spalle una precedente identità e di provare, almeno temporaneamente, a costruirne un’altra.

La Legione Straniera come luogo di una nuova vita

Ma non ci sono soltanto rivoluzionari, intellettuali, politici ed esuli.

Ci sono i semplici soldati spinti dalla fame e in fuga da una povera vita fatta di stenti e sacrifici.

C’è chi scappa dalle proprie insoddisfazioni.

Chi dalle proprie ansie.

Chi dalle proprie paure.

C’è chi fugge da un amore fallito, chi dalla giustizia e chi vuole cancellare un passato ingombrante.

Chi vuole sparire.

Chi desidera ricominciare da capo.

C’è proprio tutto nella Légion.

È un elemento che ritorna continuamente nella storia dei legionari: lasciare alle spalle un’identità e tentare di costruirne un’altra.

La Legione finisce così per diventare una sorta di frontiera esistenziale.

Non soltanto un esercito, quindi, ma il luogo nel quale uomini diversissimi possono ritrovarsi accomunati dalla necessità di rompere con ciò che erano stati.

La guerra nella storia dei legionari

Dal punto di vista storico-militare, però, non bisogna indulgere soltanto al fascino del mito.

La storia della Legione Straniera è anche una storia di repressioni violente e brutali.

Dall’Algeria in poi, l’Africa settentrionale sarà uno dei grandi teatri d’impiego della Legione. Seguiranno numerose campagne coloniali e, successivamente, i conflitti mondiali.

Insomma: la grammatica della Legione è la guerra.

Anche quella di conquista.

Una guerra fatta di sevizie, supplizi, tormenti, asprezze e sofferenze umane.

Ci sono guerre sporche e conflitti segnati dalla violenza del colonialismo.

Non dobbiamo dimenticarlo.

Raccontare soltanto l’eroismo significherebbe infatti trasformare la storia in agiografia.

Questa dimensione militare e coloniale costituisce una parte essenziale delle vicende della Legione Straniera. Ma è proprio all’interno di guerre durissime e spesso moralmente controverse che si costruisce anche il mito del legionario capace di combattere fino all’estremo limite.

Camerone e il mito della Légion étrangère

Uno degli episodi simbolici più importanti è la battaglia di Camerone, combattuta in Messico il 30 aprile 1863.

Un piccolo reparto comandato dal capitano Jean Danjou si trovò ad affrontare forze messicane enormemente superiori.

Secondo la tradizione ufficiale della Legione, l’episodio è diventato il simbolo della fedeltà alla missione e della volontà di resistere fino all’estremo sacrificio. Ancora oggi l’espressione Faire Camerone richiama direttamente quello spirito.

“Faire Camerone” – sito ufficiale della Légion étrangère

I legionari combatterono fino quasi all’annientamento.

Coraggio, resistenza alla fatica, spirito di corpo, volontà di non cedere mai.

La Légion è anche questo.

Nella storia della Légion étrangère, Camerone diventa quindi molto più di una battaglia. Diventa un mito fondativo e un simbolo tramandato da una generazione di legionari all’altra.

Dietro il mito ci sono sempre uomini

Ma questi valori, non dimentichiamolo, camminano sempre sulle spalle di uomini in carne e ossa.

Uomini esilaranti, intellettuali e sbandati.

Guerrieri e criminali.

Irrequieti, vagabondi, idealisti, sognatori e folli.

È proprio attraverso queste biografie estreme che la storia della Legione Straniera acquista una dimensione umana che va ben oltre la cronaca delle battaglie.

Dietro il képi bianco, le marce, le guerre e il mito militare ci sono individui che spesso sembrano aver già attraversato ogni altra esperienza possibile.

Giuseppe Bottai descriveva la Legione come l’ultimo limite dell’esperienza umana.

Chi vi arriva sembra aver già compiuto interiormente il giro della propria vita.

La lucida conoscenza di sé finisce così per associarsi all’idea della morte.

È una visione estrema, certo.

Forse incomprensibile per molti.

Ma serve a spiegare almeno una parte del fascino che la Legione ha esercitato per generazioni.

Gianni Oliva e la storia della Legione Straniera

Vivere vertiginosamente e ad alte temperature fisiche ed emotive non è da tutti, si capisce.

Soprattutto in tempi nei quali sembrano dominare comodità, conformismo, passività e paura del rischio.

Ma almeno con la lettura di Gianni Oliva non ci si annoia.

Si attraversano deserti, rivoluzioni, sconfitte politiche, guerre, amori falliti, fughe e vite ricominciate da zero.

Fra i dannati della terra non racconta soltanto un corpo militare.

Racconta soprattutto uomini.

Idealisti e criminali.

Romantici e disperati.

Intellettuali e avventurieri.

Uomini che i grandi sconvolgimenti politici, militari e personali hanno scaraventato da una parte all’altra del mondo.

Ed è forse proprio questo il motivo per cui, a quasi due secoli dalla fondazione del corpo, la storia della Legione Straniera continua a esercitare un fascino così particolare.

Perché dietro le uniformi, dietro le guerre e dietro la leggenda troviamo sempre loro:

i figli dei disordini della storia.

Un libro bello, scorrevole e commovente.

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