Pandemia: ovvero l’ultimo vaso di Pandora!

Dopo lo slancio di solidarietà per contrastare la pandemia, ora riaffiora l'egoismo umano... troppo umano!

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"Opera di Stefano Tulipani" www.stefanotulipani.it

2 minuti di lettura

Ci stiamo abituando, dopo un anno di pandemia, alla morte dei nostri simili. Sopravviviamo ignari come animali di allevamento destinati al macello.

Prima o dopo finirà. Alla fine… fra un anno o due anche questa pandemia, come tutte quelle che hanno afflitto l’umanità nel corso dei secoli, svanirà lasciando la sua scia di morte. È sempre andata così anche senza vaccini e dpcm governativi.

Passata la pandemia, la vita riprenderà come nulla fosse successo: ci accoppieremo, andremo in giro, e da qualche parte riprenderemo a massacrarci nel nome di una fede, di una ideologia o per istinto criminale… tutto come sempre… morire per sentirsi immortali.

Dopo la pandemia alcuni si saranno arricchiti speculando sul dolore degli altri. Mentre gli altri, gli eroi, saranno morti per salvare qualcuno che forse neanche lo meritava. Gli eroi sono il velo pietoso sulle nefandezze della nostra specie.

Dopo la pandemia, tutti, tranne i morti, festeggeranno e rivendicheranno meriti per lo scampato pericolo: essere stati più furbi ad accaparrarsi una dose di vaccino sottratta ai più deboli. L’istinto di sopravvivenza non ha scrupoli di carattere etico.

I sopravvissuti dimenticheranno che l’unione Europea ha fallito nell’approvvigionamento e nella somministrazione dei vaccini.

 I sopravvissuti dimenticheranno le speculazioni economiche dei produttori.

I sopravvissuti dimenticheranno gli errori dei loro politici in cambio della promessa di una regalia.

I sopravvissuti dimenticheranno i morti che potevano essere salvati.

Siamo tutti complici: vittime e carnefici!

Siamo sepolcri imbiancati. Fuori ai nostri sepolcri abbiamo inciso parole di pace, di ecologia, di fratellanza, di uguaglianza, di giustizia e di amore per la natura e per il prossimo ma dentro quei sepolcri custodiamo e coltiviamo la putritudine delle nostre avidità.

Se l’unica scusa che ha Dio è quella di non esistere, la nostra unica giustificazione è di non aver mai creduto seriamente nella sua esistenza.

Ludovico Martello

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